( martedì, 02 dicembre 2008; 11:45 )
Sto buttando giù la storyboard per un video che spero di realizzare con la scuola di grafica, idea approvata dai cm quadrati creativi del mio cervello..
Il mio primo progetto originale (locandina e depliant coordinato) ha ricevuto l'approvazione dei professori.
La mia prima prova con il gruppo è stata approvata dagli altri.
Ho tenuto duro 2 giorni senza binge/purge, impegno approvato da stomaco e psiche.
Brava, brava, come sono brava brava.
Devo sentirmelo dire, devo dirmelo da me (tanto non mi sembra di parlare da sola visto l'evidente livello di sdoppiamento).
Ah, il nuovo psichiatra mi piace.
( giovedì, 27 novembre 2008; 07:43 )
L'adrenalina della psicosi è elettrizzante. Sbattere piatti, morsicare, le crisi d'ansia e di panico, mi sento viva. In un modo allucinato, ma viva. Prima o poi mi schianterò da qualche parte. Il solito discorso del live fast die young. Cheppalle, che mediocre cliche.
Nulla mi fa sentire così viva, così presente, come quest'altalena furiosa di stati mentali. Tutte le altre emozioni sono qualcosa di sfocato a confronto. E' per questo che mi sento come drogata da questo stato d'essere.
Faccio una fatica immane a mettermi in pigiama prima di andare a dormire, a rifare il letto, ad andare a scuola. A uscire di casa per andare a ballare, che ne so. A cercare e pretendere nuovi stimoli. Preferisco lo status quo, molto più comodo e rassicurante.
Quasi non mi interessa più ascoltare musica.
Faccio pasticci con le medicine.
Forse mi rifaccio ricoverare.
Non ho ancora parlato del mio accidentato percorso terapeutico, ma è ora di farlo, mi piacerebbe ricevere qualche commento in proposito.
La mia psic a giugno è andata in maternità, e chiaramente all'ambulatorio è stata sostituita. Con la nuova mi sono trovata abbastanza bene. E'una tipa dura, tosta, e fa lavorare sodo le sue pazienti. Mi ha dato tanto.
Però dopo un pò ha iniziato a rompere affinchè fossi presa in carico anche da un Centro di Salute Mentale.
Puntualizzo che l'ambulatorio DCA non si trova nella mia provincia, mentre per quanto riguarda il CSM è un servizio territoriale, quindi non solo della provincia dove abito, ma anche in un comune vicino al mio.
Tra l'ambulatorio e il CSM c'è una distanza di circa 60 km.
Quell'ambulatorio mi ha presa in carico poco più di un anno fa, tempo sufficiente per farmelo sentire familiare, un posto sul quale fare affidamento, un punto di riferimento. Ho fatto in tempo a conoscere tutta l'équipe e a fidarmi di loro.
Però per la nuova psic era fondamentale che andassi anche a sto benedetto CSM, anche per essere seguita di più da uno psichiatra, vista la mia negligenza con le medicine e la mia tendenza a saltare gli incontri con lo psichiatra dell'ambulatorio.
Speravo che fosse possibile continuare con il solito ambulatorio DCA, ma essendo questo in un'altra provincia non si è potuto fare. Così adesso devo tornare all'ambulatorio di udine, un'altra volta (ci ero già stata già 2 anni fa, all'inizio della malattia, e non avevo avuto nessun miglioramento).
Devo ricominciare da capo con l'ennesimo terapeuta, per la sesta volta.
Ora ditemi voi se questo può essere positivo sul piano terapeutico.
Mi sento (magari irrazionalmente, certo) un pò abbandonata, lasciata a me stessa.
E la tentazione di lasciar perdere le cure è davvero forte.
Dove la trovo la motivazione per ricominciare daccapo, se già normalmente è difficile per me trovarne?
What can I do?
In 4.48 psychosis Sarah Kane parla del tradimento di un dottore. Mi sento un pò così.
( mercoledì, 26 novembre 2008; 07:40 )
Come una droga. Ti ammazza pian piano ma non vuoi - non sai smettere. La odi ma è come stare nel tuo piccolo recinto, solo tuo, arrotolarsi nel groviglio di coperte che puzzano di degrado, però wow, è un angolino solo tuo e nessuno te lo porterà via. E ne hai un bisogno disperato.
Le montagne russe sono inarrestabili, la mattina penso a suicidarmi, la sera sgrano gli occhi felice perchè ho visto una volpe. Da pazzi.
Forse comincio un corso di tango a breve.
( mercoledì, 19 novembre 2008; 09:36 )
Come avere dell'ovatta sugli occhi e nelle orecchie. I sensi attutiti. Poi via l'ovatta: il frastuono.
Lucidissima/confusa
Binge+purge/binge+mangiare normalmente (!!!)
mi butto/me ne sto sotto il plaid
libri/musica
sarah kane/vanity fair
O questo o quello, che rigida, che rigida. Vivere sulla borderline, un salto di qua, un salto di là.
E perchè non riesco a camminare con un piede da una parte e uno dall'altra? Con un'andatura sostenuta ma camminando per dio? Perchè una linea a zig zag e non una sinusoide?
( mercoledì, 19 novembre 2008; 09:28 )
Le mie giornate hanno/non hanno un senso.
Non c'è musica in questa dicotomia. Le mie orecchie ascoltano/non ascoltano. I miei occhi guardano/non guardano. Solo mascara sulle ciglia e riccioli rosso sbiadito a coprire le orecchie dal freddo.
Mi sento quasi viva, quasi lucida. Nauseata dalla paroxetina. Soddisfatta dal mio livello di apprendimento alla scuola di grafica. Sentirsi dire "brava", wow, esaltante come "bella" o "magra". Cosa che non sono più.
Binge/purge sta diventando solo binge, con le sue ovvie conseguenze.
Come se dell'ovatta attutisse ciò che mi può arrivare dal mondo esterno, e poi via l'ovatta: il frastuono. Fa venire mal di testa.
( sabato, 25 ottobre 2008; 17:13 )
Ieri sono stata a sentire il mio nuovo gruppo suonare (prima di unirmi a tutti gli effetti volevo sentire un live, e poi la novità della mia presenza andrà metabolizzata nei tempi giusti). Al centro sociale Pedro, di Padova. Serata Metalcore, roba che non ascotavo da anni, ma questa è un'altra storia - o forse no.
Hanno suonato per secondi, c'erano altri 2 gruppi dopo di loro, siamo rimasti fino alla fine anche perchè la strumentazione era condivisa.
Alle 6 arrivo a venezia, a dormire ospitata dal chitarrista, romano, per cui si capisce l'alto grado di ospitalità, visto che mi ha praticamente appena conosciuta e ben volentieri mi ha ceduto il suo letto.
Sveglia tra le 11 e mezzogiorno, ritorno a Udine in treno.
Sono ENTUSIASTA.
Ma cosa c'è stato di così speciale? Bene, questa era una cosa che non avevo mai fatto. Prima, per l'impegno scolastico e per la severità dei miei. Poi, per l'isolamento in cui mi ero ritirata, desiderando e non facendo e riempiendomi di frustrazione.
La cosa meravigliosa è che oggi continuo a chiedermi "perchè solo ora? Cosa mi sono persa!".
In fondo non è stato nulla di speciale: i componenti del gruppo non sono stati molto di compagnia perchè impegnati/tesi/per poca confidenza con me. Oltre a loro non conoscevo nessuno. Ho saltato la cena. Avevo le mestruazioni (grande ritorno dopo mesi di latitanza). Il genere non mi fa impazzire.
Beh, però una cosa così, una serata randagia tra musica, sana attitudine punk, gente mai vista, mi sarebbe tanto piaciuto farla anche anni fa. Ma, come ho già detto, per un motivo o per l'altro l'ho sempre evitata.
Per quanto poco rilevante possa sembrare, mi sembra di aver aperto gli occhi per guardare dritto in faccia un nuovo panorama, dove non c'è molto spazio per le frustrazioni.
E mi piace, oh si se mi piace.
( martedì, 07 ottobre 2008; 17:39 )
Sono a letto con una brutta influenza che non accenna a sparire. Nonostante ciò ieri notte non ho rinunciato alla mia abituale abbuffata. Però non ho fatto i conti con l'oste, e virus + vomito = mancamento.
Mi sono studiata un pò e mi sa che sono passata all'altra sponda, quella del binge.
Che cosa curiosa: se si invertono la N e la G binge diventa bignè. Mmmh.
L'influenza mi costringe a rimandare l'ingresso a un nuovo capitolo della mia vita musicale. Proprio così: mi sono un pò guardata in giro e mi sono infiltrata in un gruppo come violinista. Non so da dove mi sia venuta fuori st'idea, ma tant'è. Non me lo sarei mai aspettato da me stessa, uno scherzone del genere.
Loro si chiamano A Cold Dead Body (allegria!) e fanno post rock.
L'autunno mi mette addosso voglia di post rock.
( lunedì, 06 ottobre 2008; 13:51 )
Visti i commenti al precedente post, chiarisco il mio piano terapeutico.
Quando ho iniziato la terapia pschiatrica, esattamente 2 anni fa, nell'ottobre 2006, mi è stato prescritto un antidepressivo in dosi molto blande.
Un anno dopo, cambiato ambulatorio - e quindi psichiatrica - ho cambiato antidepressivo e ho inserito una dose minima di seroquel, un antipsicotico (quetiapina).
Una volta ricoverata in clinica, il primario neuropsichiatra ha decuplicato la dose di seroquel, mi ha aggiunto il depakin in dosi belle alte (oltre a darmi lo xanax per dormire) e mi ha tolto l'antidepressivo in seguito a un episodio di mania.
Tornata a casa ho pasticciato un pò con le dosi, sperimentando e facendo di testa mia. Poi lo psichiatra mi ha rimessa in riga e mi ha dato questo piano terapeutico:
300 mg di seroquel, 500 mg x 2 di depakin, mezza pastiglia di paroxetina, 20 gocce di xanax.
Ieri leggevo gli appunti di psicologia dinamica della mia migliore amica (che fa sto corso col filosofo Galimberti a Ca' Foscari), dove si parlava della psichiatria. Non mi ricordo con esattezza la frase, ma il concetto era che la psichiatria non è una scienza, ma un'arte medica, nella quale si procede per tentativi, esperimenti, empiricamente.
Bene! mi sono detta.
il cervello è una macchina così complessa, così affascinante... mi piacerebbe saperne di più.
( giovedì, 02 ottobre 2008; 21:50 )
Sono: farmaci alla grande. Nello specifico, di nuovo un antidepressivo e lo stabilizzatore dell'umore raddoppiato.
Poi: edemi nelle gambe. Un bel paio di colonne doriche modello acquario.
A seguire: tempi di digestione secolari e fastidio a ogni sigaretta fumata-
Non dimentichiamo: la psicologa che ritira fuori la carta del ricovero.
Ergo: o mi rimetto un minimo in carreggiata o son cazzi.
Inutile aggiungere che è crisi ogni volta che passo davanti a una superficie riflettente. E la tentazione di chiudermi in casa fino a data da destinarsi è fortissima, però è una cosa che posso controllare, perchè ci manca solo che mi seppellisca viva finchè non mi piacerò di più, e so che non sarei mai contenta, partirebbe un circolo vizioso mortale e passerei il mio tempo da sepolta viva tra zia binge e zio purge.
No thanx.
Quindi ora provo così: mangiare un pò di più ai pasti, concedermi la frutta di cui rischio di avere il terrore, tirar fuori una maglietta carina ma larga e infilarmela, tentando di sentirmi carina. E fumare, che cazzo.
( mercoledì, 01 ottobre 2008; 20:16 )
Ma io sono proprio sfigata. Provo a suicidarmi 2 volte e mi va buca. La volta che, senza cercarmela, arriva la grande occasione di crepare, mi va buca uguale. Quindi volente o nolente venderò cara questa pellaccia!
Dunque, ricapitoliamo.
Lunedì sono andata dalla dietista, che mi ha riempito la testa di buoni propositi. Però (mannaggiamannaggiamannaggiaMANNAGGIA!!!) mi son detta: vabbè, un'ultima abbuffata me la posso pure fare. Al ché la crisi bulimica è partita, con un'escalation di mattanza per cui a un certo punto io DOVEVO ASSOLUTAMENTE MANGIARE DEL GELATO. ASSOLUTAMENTE.
Esco di casa, prendo la macchina (attenzione: quel pomeriggio mia sorella aveva forato, e aveva sostituito la ruota con quella di riserva, 'na ruota del duemila avanti cristo. Bene.), ingrano le marce, acceleratore a tavoletta, senza cintura, perchè c'ho il diavolo in corpo e devo far presto perchè se no son guai.
Giro il circondario e tutti i bar sono chiusi. Incazzata come una madonna, e davvero col diavolo in corpo, riprendo la strada di casa quando
SBAM!
beh ecco, c'era una curva, ma sta ruota di merda non mi ha tenuto la strada e sono andata contro un palo, e poi in un fosso.
La faccio corta. Non mi sono fatta niente, a parte l'airbag esploso sul mio naso (e conseguente emorragia). Però comunque sono stata portata dall'ambulanza in pronto soccorso, dove mi han fatto tutti i controlli di routine (e c'era in turno un infermiere proprio bellino).
Inutile dire che la macchina è da rottamare.
Tra un controllo e l'altro ho cercato di spiegare il tutto alla mamma, con momenti di mortificazione tali da piangere fino a perdere sangue dal naso. Disperata e piena di sensi di colpa. Mia mamma ha fatto finta di capire. Mio padre, usciti dall'ospedale alle 3 e mezza di mattina, mi ha menata, botte da orbi sulla testa, giusto perchè il colpo in macchina non era bastato.
Ok, oggi in colloquio con la psic ho tratto le mie conclusioni. Ma non ho voglia di condividere nulla, mi aspettano le classiche 7 camicie (di forza) da sudare.
E, ragazze, ricordatevi che la bulimia ammazza.