( giovedì, 27 novembre 2008; 07:43 )
L'adrenalina della psicosi è elettrizzante. Sbattere piatti, morsicare, le crisi d'ansia e di panico, mi sento viva. In un modo allucinato, ma viva. Prima o poi mi schianterò da qualche parte. Il solito discorso del live fast die young. Cheppalle, che mediocre cliche.
Nulla mi fa sentire così viva, così presente, come quest'altalena furiosa di stati mentali. Tutte le altre emozioni sono qualcosa di sfocato a confronto. E' per questo che mi sento come drogata da questo stato d'essere.
Faccio una fatica immane a mettermi in pigiama prima di andare a dormire, a rifare il letto, ad andare a scuola. A uscire di casa per andare a ballare, che ne so. A cercare e pretendere nuovi stimoli. Preferisco lo status quo, molto più comodo e rassicurante.
Quasi non mi interessa più ascoltare musica.
Faccio pasticci con le medicine.
Forse mi rifaccio ricoverare.
Non ho ancora parlato del mio accidentato percorso terapeutico, ma è ora di farlo, mi piacerebbe ricevere qualche commento in proposito.
La mia psic a giugno è andata in maternità, e chiaramente all'ambulatorio è stata sostituita. Con la nuova mi sono trovata abbastanza bene. E'una tipa dura, tosta, e fa lavorare sodo le sue pazienti. Mi ha dato tanto.
Però dopo un pò ha iniziato a rompere affinchè fossi presa in carico anche da un Centro di Salute Mentale.
Puntualizzo che l'ambulatorio DCA non si trova nella mia provincia, mentre per quanto riguarda il CSM è un servizio territoriale, quindi non solo della provincia dove abito, ma anche in un comune vicino al mio.
Tra l'ambulatorio e il CSM c'è una distanza di circa 60 km.
Quell'ambulatorio mi ha presa in carico poco più di un anno fa, tempo sufficiente per farmelo sentire familiare, un posto sul quale fare affidamento, un punto di riferimento. Ho fatto in tempo a conoscere tutta l'équipe e a fidarmi di loro.
Però per la nuova psic era fondamentale che andassi anche a sto benedetto CSM, anche per essere seguita di più da uno psichiatra, vista la mia negligenza con le medicine e la mia tendenza a saltare gli incontri con lo psichiatra dell'ambulatorio.
Speravo che fosse possibile continuare con il solito ambulatorio DCA, ma essendo questo in un'altra provincia non si è potuto fare. Così adesso devo tornare all'ambulatorio di udine, un'altra volta (ci ero già stata già 2 anni fa, all'inizio della malattia, e non avevo avuto nessun miglioramento).
Devo ricominciare da capo con l'ennesimo terapeuta, per la sesta volta.
Ora ditemi voi se questo può essere positivo sul piano terapeutico.
Mi sento (magari irrazionalmente, certo) un pò abbandonata, lasciata a me stessa.
E la tentazione di lasciar perdere le cure è davvero forte.
Dove la trovo la motivazione per ricominciare daccapo, se già normalmente è difficile per me trovarne?
What can I do?
In 4.48 psychosis Sarah Kane parla del tradimento di un dottore. Mi sento un pò così.
( mercoledì, 26 novembre 2008; 07:40 )
Come una droga. Ti ammazza pian piano ma non vuoi - non sai smettere. La odi ma è come stare nel tuo piccolo recinto, solo tuo, arrotolarsi nel groviglio di coperte che puzzano di degrado, però wow, è un angolino solo tuo e nessuno te lo porterà via. E ne hai un bisogno disperato.
Le montagne russe sono inarrestabili, la mattina penso a suicidarmi, la sera sgrano gli occhi felice perchè ho visto una volpe. Da pazzi.
Forse comincio un corso di tango a breve.
( mercoledì, 19 novembre 2008; 09:36 )
Come avere dell'ovatta sugli occhi e nelle orecchie. I sensi attutiti. Poi via l'ovatta: il frastuono.
Lucidissima/confusa
Binge+purge/binge+mangiare normalmente (!!!)
mi butto/me ne sto sotto il plaid
libri/musica
sarah kane/vanity fair
O questo o quello, che rigida, che rigida. Vivere sulla borderline, un salto di qua, un salto di là.
E perchè non riesco a camminare con un piede da una parte e uno dall'altra? Con un'andatura sostenuta ma camminando per dio? Perchè una linea a zig zag e non una sinusoide?
( mercoledì, 19 novembre 2008; 09:28 )
Le mie giornate hanno/non hanno un senso.
Non c'è musica in questa dicotomia. Le mie orecchie ascoltano/non ascoltano. I miei occhi guardano/non guardano. Solo mascara sulle ciglia e riccioli rosso sbiadito a coprire le orecchie dal freddo.
Mi sento quasi viva, quasi lucida. Nauseata dalla paroxetina. Soddisfatta dal mio livello di apprendimento alla scuola di grafica. Sentirsi dire "brava", wow, esaltante come "bella" o "magra". Cosa che non sono più.
Binge/purge sta diventando solo binge, con le sue ovvie conseguenze.
Come se dell'ovatta attutisse ciò che mi può arrivare dal mondo esterno, e poi via l'ovatta: il frastuono. Fa venire mal di testa.