( lunedì, 06 ottobre 2008; 13:51 )
Visti i commenti al precedente post, chiarisco il mio piano terapeutico.
Quando ho iniziato la terapia pschiatrica, esattamente 2 anni fa, nell'ottobre 2006, mi è stato prescritto un antidepressivo in dosi molto blande.
Un anno dopo, cambiato ambulatorio - e quindi psichiatrica - ho cambiato antidepressivo e ho inserito una dose minima di seroquel, un antipsicotico (quetiapina).
Una volta ricoverata in clinica, il primario neuropsichiatra ha decuplicato la dose di seroquel, mi ha aggiunto il depakin in dosi belle alte (oltre a darmi lo xanax per dormire) e mi ha tolto l'antidepressivo in seguito a un episodio di mania.
Tornata a casa ho pasticciato un pò con le dosi, sperimentando e facendo di testa mia. Poi lo psichiatra mi ha rimessa in riga e mi ha dato questo piano terapeutico:
300 mg di seroquel, 500 mg x 2 di depakin, mezza pastiglia di paroxetina, 20 gocce di xanax.
Ieri leggevo gli appunti di psicologia dinamica della mia migliore amica (che fa sto corso col filosofo Galimberti a Ca' Foscari), dove si parlava della psichiatria. Non mi ricordo con esattezza la frase, ma il concetto era che la psichiatria non è una scienza, ma un'arte medica, nella quale si procede per tentativi, esperimenti, empiricamente.
Bene! mi sono detta.
il cervello è una macchina così complessa, così affascinante... mi piacerebbe saperne di più.